L’editoriale

A volte mi rendo conto che c’è molta più gente là fuori che è perfettamente informata e aggiornata sulle più minime vicende della vita sentimentale di Lorenzo Flaherty di quanta ce ne sia che conosce il nome di un qualsiasi cuoco pluristellato che non sia passato in TV; è certo che ci sono massaie in grado di elencare a memoria il nome di tutti i flirt, in ordine cronologico, di Ana Laura Ribas, piuttosto che predisporre gli ingredienti di base per un riso in bianco; so che solo i più intellettuali del vasto mondo non-food conoscono Marco Pierre White perché si sono dati la briga di leggere le scritte in piccolo sulla pubblicità dei dadidabrodo, mentre la maggioranza non capisce perché ci voglia uno chef per cucinare le patatine in sacchetto; so che ci sono persone convinte che la cucina di Benedetta Parodi sia il male assoluto e altre che convengono che se ci vanno i grandi chef non può essere tanto orribile (e se pecunia non olet, nemmeno il fritto misto surgelato, no?); so che c’è chi pensa che, in quanto persona che si occupa e scrive di food e simili, io sia tutto ed esclusivamente concentrato sul mio tortellin… no, scusate, sul mio ombelico – ma questo è una maldicenza, uno sbaglio (io il mio ombelico non lo vedo proprio, figuriamoci contemplarlo); so che comunque il nostro mondo è visto come una specie di paese di bengodi, in cui noi mangiamo continuamente, allegri e contenti, per lo più a sbafo, e nessuno ci crede quando dico che non è vero, che anzi una volta mi hanno messo in conto due dolci invece di uno, e che anzi il mio è un lavoro a rischio, ormai mi sono ingrassati anche i piedi, adesso porto una mezza misura di scarpe in più…
Emanuele Bonati

CibVs d’estate

Ormai siamo in estate – al di là delle temperature esterne, delle scarpe che mi sprofondano nell’asfalto quando sto fermo, e delle macchie di gelato che mi si moltiplicano sulle magliette e sulle scarpe (sì perché essendomi ingrassato il piede le scarpe sono di una mezza misura in più e mi spuntano da sotto la pancia….), me ne accorgo dalla diminuzione degli inviti delle inaugurazioni delle presentazioni a cui veniamo invitati: probabilmente si tratta di un semplice spostamento del tutto nelle località di villeggiatura… quindi.. quasi quasi me ne rimango qui a Milano: dev’essere bello andare in giro per la città senza guardare cosa c’è da mangiare ma che cosa c’è – che edifici, che case, che costruzioni – attorno alle cose che ci danno da mangiare. In effetti, da qualche settimana ho iniziato a postare su Instagram-Twitter-Facebook un po’ di foto di Milano con l’hashtag #MilaninMilanon (e #bellecase e simili): sono un milanese imbruttito al punto da amare moltissimo Milano, com’è, com’era e come sarà.
Quindi: aspettatevi (sui miei vari account social, i vari @lele57 e così via) molte foto di Milano, e foto di cibo, e foto di #foodpornMilan – e così via.
E anche gelati: vi avevo promesso una classifica, uscirà prossimamente – mi hanno segnalato nuove aperture, locali degni di essere mangiati citati segnalati, e devo provare di nuovo le gelaterie che ho già provato, vuoi perché non me le ricordo più, vuoi per vedere se sono migliorate o peggiorate, vuoi perché… insomma, chi è che scrive qua – voi o io? IO! Quindi, quando sono pronto, arrivo: settimana prossima, una batteria di 25-30 gelaterie ordinate votate e soprattutto assaggiate tutte personalmente. In effetti, mi sa che mi stanno ingrassando anche i lobi delle orecchie…Intanto, la nostra Foodsletter va, più o meno, in vacanza: ma non è detto che non ne esca qualche numero fuori-serie in agosto…Buone vacanze a tutti!