L’editoriale

Direi che con questo weekend il rientro dalle vacanze potrà ritenersi compiuto. E in mezzo a tutte le cose più o meno belle che ci aspettano, c’è anche questa nostra Foodsletter, ineluttabile e (per alcuni, io ad esempio) imprescindibile.
Ci sono un po’ di lettrici e lettori nuovi, che ho raccattato dopo aver sfogliato e letto Insalata da Tiffany e il precedente L’ora del patè, i due volumi, editi da Sagep, della serie “I libri dell’MTChallenge”, la sfida culinaria a base di ricette nata in rete quattro anni fa. Mi sono andato a guardare tutti i blog, ho cercato tutti gli indirizzi mail (ragazze – le autrici sono per lo più donne – perché non volete farvi rintracciare? mettete delle mail sui vostri siti, così non devo mettermi lì a contattarvi via facebook, o google+, o moduli vari…), e ho iniziato a scrivere lunghe mail collettive che parlavano di CibVs, di Agendafood, della Foodsletter – risultato: c’è chi ora è su CibVs, chi riceve la Foodsletter…
Certo, mandare la mail in pieno agosto non è stata una mossa di marketing delle più indovinate – mi sa che fra un paio di settimane ci dovrò riprovare…
Emanuele Bonati
 

Come si commenta sui social: questo è male!

Se da un lato le città non sono ancora ben convinte di dover riprendere il ritmo lavorativo normale, che nel nostro caso significa soprattutto cene pranzi degustazioni showcooking, dall’altro i social hanno già ripreso il loro borbottio abituale, il loro cinguettio mipiacevole, il loro taggarsi addosso, con le solite (e ormai vagamente insopportabili) apodittiche esternazioni moralistiche e violentemente censorie. I bersagli di quest’ultimo scorcio d’estate? La campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi sulla SLA e la proposta di Sting di andare a vendemmiare nel suo agriturismo toscano.

In breve: la raccolta fondi pro-SLA (a proposito, il 21 settembre è la giornata nazionale della SLA) viene pubblicizzata attraverso una #IceBucketChallenge, ovvero una secchiata d’acqua ghiacciata che ci si deve versare in testa, nominando altre due persone, e facendo contestualmente una donazione per la ricerca. Si sono letteralmente aperte le cateratte della critica astiosa, con argomentazioni che vanno dal “lo fanno solo per farsi notare” al “chissà se poi i soldi li danno davvero” (corollario: “quella lì con tutti i soldi che guadagna ha dato troppo poco”). L’esercizio retorico è sempre lo stesso – niente va bene per principio, lo so io come si fa, qual è il modo giusto, etico, e così via. Si può applicare a tutto, dalla raccolta dei pomodori alla fissione nucleare. E ovviamente controrepliche, discussioni. commenti. E posso quindi dire qualcosa anch’io: Ma chissenefrega? Il risultato delle secchiate d’acqua è che si parla della SLA ovunque (prima se ne parlava giusto se moriva qualcuno in circostanze particolari, come il signore che manifestava davanti al ministero dell’economia, o famoso, come il calciatore Stefano Borgonovo), e soprattutto i versamenti aumentano. Ne parlava Luca Dini, direttore di Vanity Fair, in un post sul suo blog largamente condivisibile: citando cifre, i 100.000€ raccolti fino ad allora, auspicando l’arrivo a un milione di € (sulla pagina facebook dell’AISLA si dice che siamo già a 800.000€). Ci sarebbero queste cifre, senza le secchiate ghiacciate, le offerte on the rocks? La tanto decantata carità pudica, non esibita, avrebbe avuto lo stesso saldo così positivo?

Il discorso per la vendemmia a pagamento nell’agriturismo-azienda di Sting in Toscana è più o meno lo stesso, se ne critica a prescindere. I fatti: un articolo del Telegraph che racconta come Sting offra soggiorni nel suo agriturismo durante i quali si potrà anche vendemmiare, o raccogliere le olive, oltre alle altre attività (mangiare bere dormire nuotare nella piscina…). I fatti (?) sono l’articolo e basta – o perlomeno, ho cercato un po’ (poco) in giro, ho trovato il sito del Palagio, a Figline Valdarno, ma nessun listino prezzi, offerta di weekend, pacchetto vacanze con incluso cestello per la vendemmia. Non mi interessa più di tanto cercarli, ma sarebbe stata la prima cosa da fare (e citare e linkare) in un qualsivoglia articolo o post: di fronte all’ennesima levata di scudi polemica contro il multimilionario cantante che sfrutta il lavoro dei villeggianti fanatici (e scemi, a pagare per lavorare), la mia prima domanda è: ma non è la stessa cosa che viene proposta dagli agriturismi non-vip in giro per l’Italia? “Inoltre, tra le varie attività proposte dall’agriturismo C++++ a C****, gli ospiti potranno partecipare alla vendemmia a fine settembre o alla raccolta delle olive a fine ottobre. Una vera vacanza in Toscana a contatto con la natura e con la tradizione contadina appassionerà sia grandi che piccini, portandovi a riscoprire usi e costumi e sapori di una volta apprezzati moltissimo ancora oggi.” (E i siti che elencano queste iniziative specificano che se invece lo si vuol fare come lavoro, ci si deve rivolgere eccetera). Ovvero: vieni a fare delle attività in agriturismo, a mungere le mucche, fare il formaggio, imparare come si vendemmia… O no? Ho provato a chiederlo nei commenti a un articolo su Intravino, sperando che qualcuno intervenisse per dirmi se avevo sbagliato, o che effettivamente l’offerta di Sting prevede l’obbligo di raccogliere almeno 180kg di uva… Invano, tutti i commenti restano sullo stesso tono, vergogna e vituperio sulla popstar.L’unico utilizzo dei social è dunque la critica di per se stessa, la riprovazione a prescindere? In futuro, direbbe Warhol, ciascuno sarà famoso per 15 minuti per i suoi commenti negativi?

 

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