L’editoriale

Finita la fashion week, ne restano gli strascichi. Uno strascico soprattutto, che mi perseguita da qualche giorno, che non mi fa dormire – non il miraggio di una modella irraggiungibile, o l’impressione di un abito particolarmente particolare – quanto la domanda che mi ha fatto a un evento una fashion blogger russa bolognese e carina, che mi ha chiesto, con nonchalance, «Ma tutto quello che scrivete sui ristoranti è vero?».
Ecco – è un discorso che serpeggia fuori e dentro la rete, ogni qual volta qualcuno scrive una qualsiasi cosa che esprima un parere, nella fattispecie critico-culinario: ma chi ti paga, scommetto che tu mangi gratis dappertutto, ma vai davvero in tutti quei posti a mangiare e bere avrai un fegato tanto, tanto si sa che tutto quello che scrivete ve lo dicono gli uffici stampa, a me puoi dirlo lì non ci sei mai stato a mangiare anche se ne hai scritto vero?
Di tanto in tanto si leva qualche voce etica, come sempre e ancora VMV, Valerio Massimo Visintin, penna all’arrabbiata del Corriere, ma anche altri di tanto in tanto sui social iniziano lunghi e ponderosi dibattiti, intercalati da scariche di insulti dei soliti a cui piace partecipare alle discussioni per esternare negatività purchessia.
Ma in realtà – chi mi dice che VMV sia davvero il critico mascherato, quello che va in giro in rigoroso incognito a fare recensioni, e non un membro di una P2 dei ristoratori, che favoriscono o fanno fuori a loro piacimento gli chef più o meno allineati? Più in generale – tutti diciamo di essere onesti e incorruttibili e severi, ma non esistono prove provate: chi ti dice che io in realtà non riceva sostanziose bustarelle nascoste nel piatto dei ravioli in brodo, che i miei canapè non siano riempiti di banconote, che le mie doggy-bag siano così ricche che mi vengono recapitate a casa da un TIR? Magari in cambio di recensioni positive intrattengo rapporti carnali con il fior fiore dell’alta cucina milan… opps, quasi tutti chef maschietti… va bene, non mi formalizzo, e comunque ho reso l’idea, no?
Chi garantisce che l’antipatia per le tovagliette e i tovagliati non sia debitamente foraggiata da bonifici del Consorzio dei tovagliati di Fiandra o dalle Cooperative dei tessitori di lino? Che l’ideale estetico sia il cupcake iperrealistico, e che lo shabby-chic o il postindustriale non vengano pertanto deplorati in quanto cromaticamente inadeguati? Che le stellette o i giudizi postivi non siano commisurate ai cm2 di pubblicità acquistati sulla mia testata on- o off-line? Che la suola di scarpa arrosto o la cucina finto-povera siano decantate alla luce del ricordo della cucina-della-nonna o della-zia, ahimé negate all’uso dei fornelli?
Insomma: nessuna garanzia che il critico, in incognito o in chiaro che sia, sia anche veramente imparziale e onesto, se non la conoscenza, la prova personale, la fama, la moda, e così via.
A parte il fatto che l’incognito visintiniano offre grandi vantaggi – e se VMV fossero invece la Roberta Schira e l’Allan Bay e il Roberto Perrone e la Marisa Fumagalli che si divertono usando questo nom-de-plume a strigliare chef e ristoranti? O magari VMV sono davvero io (una volta sono stato avvicinato da uno che mi fa «Ma io a te ti conosco, tu sei il critico del Corriere, come ti chiami, VisEntin!»), vado mangio e poi scrivo un pezzullo su BlogVs o su Scatti di gusto in cui l’aggettivo criticamente più azzardato che produco è “buono” (con “abbastanza buono” che produce chiusure di locali, ondate di suicidi fra i sous-chef, oscillazioni nella borsa dell’hôtellerie…), e il giorno dopo, o prima, un pezzo su Mangiare a Milano in cui esprimo tutte le mie idiosincrasie e antipatie e insofferenze, anche quelle che non sapevo di avere.La foto qui dentro, con alcuni personaggi di spicco della blogosfera e della carta stampata, è stata scatta durante l’evento da @SignorinaClub (mentre la foto di copertina è di Antonella Pianello).

Qualcosa di nuovo… su CibVs

CibVs continua a fare proseliti – blogger che ci piacciono e che contattiamo direttamente, blog che si autopropongono. Fate girare la voce – siamo pronti ad accogliere sia blog che blogger a braccia aperte. Candidatevi, candidate gli amici, mandateci delle torte per farci vedere quanto siete brave (o bravi): noi siamo qui!
Fra le acquisizioni più recenti, vi segnaliamo Le Officine Gourmet di Giulia Cannada Bartoli, molto attento e informato, Sabor Brasil, una fresca ventata latinoamericana, Le ricette di Claudia e AndreUn dolce al giornoCooking with Marica, direttamente dalla Sardegna…
E chissà che non ci siano novità in arrivo anche per CibVs…

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