L’editoriale

Ho saltato una settimana. Crisi di ispirazione, mancanza di tempo, stanchezza psicofisica, attacco di fancazzite recidiva. Succede, alla mia come ad altre newsletter.

Le newsletter dovrebbero essere una specie di pubblicazione periodica che tratti delle novità, inviata a un gruppo di persone (volenti o nolenti) probabilmente interessate a quel tal sito, ristorante, personaggio, e così via. In realtà, possono essere quasi qualsiasi cosa: la nostra Foodsletter, ad esempio, è incentrata soprattutto sull’editoriale, in cui sfoggio tutte le mie (peraltro modeste) ambizioni pseudoletterarie, commentando e chiosando – devo dire, immodestamente, con una certa arguzia e un certo garbo, almeno a volte – vizi e virtù, mode e manie del mondo food. All’editoriale si affiancano, a volte, rubriche, resoconti o annunci degli eventi a cui partecipiamo, piccole rassegne su quello che accede su CibVs.com, e così via. Altre invece sono magari più strutturate, ma meno regolari, o con una periodicità più diciamo saltellante.
La newsletter di Joia, il ristorante di Pietro Leemann, da un lato risponde all’esigenza di informare sull’attività del ristorante stesso, menù compresi, dall’altro offre allo chef una finestra per esternare la sua filosofia di vita e di cucina. Un appunto: a volte questa parte leemanniana risulta di una lunghezza veramente eccessiva, magari anche un po’ pesante. Diciamo che sarebbero argomenti da blog o addirittura da sito più che da notiziario.
Di solito più essenziali quelle di altri ristoranti: annunci di menù nuovi, di serate speciali, eventi, cene, corsi, showcooking, promozioni. Come quella di Chic’n Quick di Claudio Sadler, o del Liberty di Andrea Provenzani. O quella di Alice: l’ultima celebra la stella e le forchette Michelin, ricorda le serate al social table, le iniziative benefiche…
Le newsletter dei giornali e siti di informazione foodcentriche presentano varie modalità.
Identità Golose mi sembra una di quelle più organizzate: vari argomenti, ben identificati, rimandi al sito, alle loro iniziative, discorsi più generali: Paolo Marchi e i suoi collaboratori ci sanno fare. La periodicità lascia a desiderare, mi sembra – come quella delle consorelle Identità di Pasta, di Pizza, di Vino.
Siamo invece in attesa di sviluppi della newsletter di Dissapore – era un elenco di post più visti, oppure di post di Intravino, prima della separazione. Da qualche tempo, silenzio. Mi ero anche offerto (ovvero avevo offerto i servizi di Foodhings) per collaborare a un eventuale rinnovamento. Aspettiamo – speriamo – che torni.
La Notizia del Giorno, la rassegna stampa di Papillon, riporta una serie di notizie che ruotano attorno al loro mondo e alle loro rubriche, e riprende articoli della stampa nazionale e specializzata; gli ultimi numeri si presentano scritti in un grigio retinato illeggibile, ma l’idea è comunque quella di andare a leggerla sul sito; un link dice che se non si legge bene si può cliccare lì; se si clicca si apre la stessa pagina della newsletter, questa volta in un nero leggibile, ma il testo rimane quello che era, alla fine bisogna cliccare sul ‘continua’ che rimanda alla pagine del sito in cui eccetera eccetera. Non credo che sia un modo per aumentare i clic sui propri siti, naturalmente: ma forse si può pensare a qualcosa di meno complicato.
Il 6 novembre ho ricevuto quella del Giornale del Cibo: titoli, richiami e link agli articoli – classica. Il primo richiamo era un’esortazione a non perdere cinque eventi di novembre. Giusto, eventi magari meno “visibili” di altri, e quindi giustamente evidenziati. Ma non ci andrò: su cinque, il primo, “Bacco nelle gnostre”, sarà questo weekend, a Noci, in provincia di Bari: non ce la faccio. E gli altri quattro? No, non ci andrò. Non per altro, non perché disdegni o che. Erano tutti nel weekend 31 ottobre-2 novembre.

E intanto a Milano…

Intanto proseguono le aperture, le inaugurazioni, le manifestazioni, gli eventi food: su Agendafood ne sono segnalate solo una piccola parte. Sta arrivando Golosaria, ad esempio – dal 15 al 17 novembre al Superstudio Più.
Ha aperto La Cieca Pink, in via Pier Lombardo: un’enoteca al femminile – e ovviamente non ci saranno (solo) vini rosè e rosolii… devo ancora andare, unico dubbio: dovrò mettermi qualcosa di pink anch’io?
Da stasera, da oggi, Björk in via Panfilo Castaldi riapre: non è più un negozio di prodotti di food e design svedese, ma un ristorante-bistrot (in cui si continueranno a vendere prodotti food e design) con poche proposte ma – a giudicare dagli assaggi dell’inaugurazione – molto buoni (strepitosa la torta al cioccolato, che ci hanno servito a quadratini piccolini: a posteriori, penso di averne mangiati tanti da fare almeno mezza torta completa…).
E prossimamente andrò da Macinata. Sarti di burger, in via Goito, visto che è da un po’ che non mangio hamburger (insomma…).
E devo anche raccontarvi – mi farò aiutare da Daniela Ferrando – le nostre ultime scoperte nel campo degli hotel di gusto: l’Hotel Milano Scala e il MO.OM. E una conferma, con la festa per i suoi vent’anni : il Carlyle Brera Hotel, che, dopo la repentina partenza dello chef Fabio Baldassarre, sta rinnovandosi e percorrendo nuove strade (sempre con la collaborazione, per il food, di Fabiano Guatteri).
Prossimamente – su BlogVs.