L’editoriale

Effettivamente, non assomiglio molto alla bionda Solvi Stubing, che decenni fa pubblicizzava una nota marca di birra (“chiamami Peroni sarò la tua birra…” – anzi, “chiamami Emanuele e portami una birra…”). Eppure anch’io con questa mia foto – anzi, con questo mio #selfie, poiché di questo si tratta – in un certo senso “pubblicizzo” la birra. Anzi meglio: come si legge sulla bottiglia, sostengo che #pizzaebirraamemipiaci. Si tratta di una campagna di AssoBirra incentrata appunto sull’abbinamento pizza e birra; e la mia partecipazione consiste appunto nel raccontarvi come e qualmente la pizza sia l’abbinamento ideale per la birra (o viceversa, credo forse). Per fare questo, mi sono recato in innumerevoli pizzerie, per cogliere in tutte le sue sfumature il rapporto che lega la birra – bionda rossa weiss ambrata aromatizzata artigianale – e la pizza – alta bassa media napoletana al trancio al pezzo cornicione alto basso ripieno… Una faticaccia. Sto scrivendo un bell’articolo, che leggerete su BlogVs.it all’inizio della settimana prossima.
Ormai da settimane si susseguono in rete – e se ne può avere una prova cliccando su CibVs – le ricette a tema natalizio: pranzi aperitivi cenoni imperversano sui foodblog, varianti nella farcitura del tacchino, nella glassatura del panettone, nella bollitura delle aragoste aumentano la salivazione e lo scoramento del povero cuoco in erba che alla blogghitudine si rivolge per avere indicazioni. E si ritrova a grattugiare fave tonka sui cappelletti, a farcire coscette di tordo con i gamberi neri della Melanesia, a preparare con sforzo insalate di rinforzo, a tentare di capire il capitone, sempre nell’ambito della tradizione, ma non senza la dovuta rivisitazione. Ma c’è anche chi esce da questa perversa spirale, come la (bella) newsletter che raccoglie ricette dai blog, e che dedica il suo ultimo numero alle frittelle, esordendo con le Frittelle di Carnevale, bella ricetta di una bravissima blogger di qualche tempo fa – e mi domando quando compariranno le prime ricette delle zeppole di San Giuseppe e delle colombe pasquali…
Giustappunto: in tema natalizio, ci sono i regali, e fra i regali ci sono i libri, e per sapere quali libri regalare ci sono le librerie, e per conoscerli meglio ci sono le presentazioni nelle librerie: e del tutto casualmente, e con discreta nonclalance, vi segnalo che lunedì 15, alle 19, da Open, in viale Montenero, presenterò il libro di Simona Recanatini e Sonia Sassi, edito da Gribaudo, A Milano si mangia bene – checché ne dica, e si contraddica, Valerio M. Visintin, che ha pubblicato in questi giorni PappaMilano, la sua guida a dove mangiare bene (? appunto) spendendo poco. Visintin ha sfoderato i suoi effetti speciali (la verve quasi attoriale, l’efficace direttrice di La Cucina Italiana Anna Prandoni, l’ottima multivocizzante Samanta Cornaviera, filmati in video e dal vivo…); io mi accontenterò delle autrici, della mia possente onnipresente presenza fisica, e dello chef Claudio Sadler.
Intanto la vita di CibVs prosegue: molta gente che chiede di essere “aggregata” al nostro aggregatore, qualcuno che chiede di uscire, qualcuno che rifiuta di entrare. Quest’estate ho chiesto a un blog se voleva essere aggregato: mi hanno risposto di no, che non gradivano far parte di aggregatori – e quando ho fatto notare loro che avendo fra i loro banner quello che diceva “questo blog fa parte di AggregaTutto l’aggregablog un po’ brutto” (ehm… più o meno…) stavano un poco contraddicendosi, mi hanno trattato malissimo, rinfacciandomi di aver mandato loro una mail copiaincollata (vero: dovendo scrivere centinaia di volte io sono cibvs sono blogvs sono agendafood ecc, copioincollo ma personalizzo sempre – e mi era rimasto un “tu” invece di “voi”…). L’altro giorno invece mi hanno richiesto di togliere un blog: e alla mia richiesta di un perché (dettata solo da una curiosità statistica), mi è stato risposto che la blogger era stanca di tutti questi aggregatori che prendevano le ricette senza dare in cambio eccetera. Precisava anche (con un copiaincolla?) che il mio non era certamente fra questi, per carità – ho provato a obiettare che se il suo malanimo era contro i “ladri”, avrebbe potuto considerare l’ipotesi di mantenere i rapporti con i “buoni”, ovvero quelli che rimandano al blog di partenza e così via, se non altro come apprezzamento per l’onestà – invano. Vita difficile, per gli aggregatori.
Emanuele Bonati

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