L’editoriale

Auguri. Una parola sola, che si può declinare in BuonNataleBuoneFesteBuonAnno e via di seguito – ma che già da sola esprime speranze, desideri, auspici per i giorni a venire.
Possiamo guardarci intorno, e non trovare molti motivi di gioia e di felicità; possiamo sollevare lo sguardo, a pochi metri o kilometri da noi, per strada in città nei dintorni, nel nostro paese e nel Paese, nel nostro e negli altri continenti, e trovare ancor meno motivi e stimoli. Eppure – eppure ci facciamo gli auguri, cerchiamo di trovare, insieme, un sorriso, un motivo per illuminare queste ultime giornate del 2014, quelle prossime venture del 2015. Auguri.
Ciascuno di noi ha un elenco di ricordi, di dolori, di difficoltà, di gioie e di speranze da portarsi nei prossimi giorni di festa. Ciascuno di noi ha un augurio nel cuore.
E anche noi di CibVs vi mandiamo il nostro. E lo rivestiamo di parole semplici, facili, ma dentro c’è, per tutti, un augurio sincero e personale.
Buon Natale. Buon Anno, Buone Feste – e arrivederci al 2015.

Memorabilia 2014

Cosa resterà, a noi di CibVs dico, del nostro 2014 eno-food-gastronomico?

Vediamo.

Christian Sarti

Il mio ricordo è un ricordo d’estate – di una sera in cui ho cenato al ristorante Lemì, in un piccolo e grazioso paesino di nome Tricase, nel Salento. Un locale in cui l’accoglienza è semplice, direi naturale, di casa; i cui piatti sono molto confortanti e ottimamente eseguiti. Lo chef Ippazio Turco mi ha stupito con le sue rivisitazioni. Una rivelazione.

  
  
  

Daniela Ferrando

Memorabilia 2014? Ce l’ho: la tarte tatin di pomodorini di Andrea Provenzani de Il Liberty,gustata a maggio a Taste of Milano e fatta prendere a tutti gli amici che sono passati di lì. Alcuni hanno anche provato a rifarla…

Florence Mérigaud

Il mio ricordo è quello di qualcosa che non mangerò più…
Le clafoutis aux cerises grillé à point dans ton four magique ou le poulet rôti arrivé directement de ton jardin ou encore une spécialité qui se mange que chez nous – le petit salé et la farce dure…
Ciao nonnina.

Bruno Cordioli

L’Andana a Castiglione delle Stiviere. Un’esperienza.

Emanuele Bonati

Pensavo francamente fosse più facile, trovare un piatto, o uno chef, o un locale una bottiglia – insomma, la mia quota di memorabilia per il 2014. Ma non lo è.
Così all’impronta la prima cosa che mi viene in mente è la pizza (le tre pizze che ho mangiato) di Lievito Madre a Milano, all’apertura. O un dolcetto al cioccolato da Bjork, le fantasiose invenzioni di Smøøshi, i tramezzini di Tramè. Appunto: memorabilia è al plurale. E fra i memorabilia di quest’anno metto Zen-Ci, ottimo cinese contemporaneo in Pier della Francesca, Al Mercato Taco Bar, L’Anima. Dim Sum. La cena all’Unico Milano di Felix Lo Basso, perfetta, come la cena per #ilovebeer di Andrea Berton al Ristorante Berton.
Ma in realtà penso che, forse più che mai, quello che mi è piaciuto, quest’anno, sono i racconti, le persone.
I piatti mangiati, erano pezzi di storie, di chef, di passioni, di idee. E allora la pizza di Lievito Madre diventa Gino Sorbillo e Salvo Gennaro, “corteggiati” a lungo sui social, incontrati dal vivo in pizzeria: ho mangiato la pizza che ho visto fare per me e infornare sotto i miei occhi, da loro, e che mi è stata raccontata man mano. Il racconto di Marco Tronconi della Cucina dei Frigoriferi Milanesi, la piccola modifica a un piatto dopo una mia osservazione, hanno avuto lo stesso sapore della cena. Piatti, vini e persone si accavallano. L’ottimo Negramaro 72100. i vini di Ar.Pe.Pe, quelli del Consorzio del Buttafuoco Storico (ehm… ne ho bevuto solo qualcuno). I Franciacorta Le Marchesine, che hanno accompagnato una cena dedicata al Ginrosa qualche sera fa, con un bravo Massimo Moroni ai fornelli e Loris Biatta che li raccontava e attraverso loro si raccontava. Gli assaggi di Misha Sukyas a Taste of Milano, di Marco Sacco, di Fabrizio Cadei. E i ravioli di Foodvivia sono stati un’esperienza straordinaria. Il Fishbar de Milan, è stato un bel ritrovare Eugenio Boer; la cena con gli chef Fabio Castiglioni e Massimo Mentasti all’Hotel Milano Scala, buona e interessante a partire dall’orto sul tetto dell’hotel (grazie a Carlo Vischi, ai suoi eventi: anche qui, dal Moom a Olgiate Olona allo Sheraton Malpensa, ho mangiato cose, ma soprattutto ho incontrato gente, storie, esperienze).
Ecco cosa mi porterò nel 2015 di questo 2014 ormai allo stremo: persone, piatti, bicchieri, emozioni. Bocconi di cuore.